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Psiconauti
Mushrooms - P. cubensis
by Ramone
Citation:   Ramone. "Psiconauti: An Experience with Mushrooms - P. cubensis (exp2805)". Erowid.org. Aug 18, 2000. erowid.org/exp/2805

 


Occorrente: 10 Grammi di Psilocybe cubensis, una bottiglia d'acqua, un posto bello.

10 grammi : le dosi consigliate variano da uno a qualche grammo, con corrispondente variazione della quantita’ di psilocibina, che e’ di circa 48mg per grammo di prodotto (fungo) secco. Quelli freschi ne contengono di meno ma contengono anche psilocina, ma per questo vi rimando a piu autorevoli informazioni.

Una bottiglia d’acqua: le modalita’ di ingestione sono diverse e svariate. Io sono un sostenitore della ingestione a crudo (la temperatura fa decadere gran parte della psilocibina), a stomaco vuoto, per lo stesso principio per cui una birra a stomaco vuoto fa un effetto e dopo un luculliano pranzo ne fa un altro. Si potrebbe in realta’ mangiare anche il fungo sbriciolato su una pizza tiepida (non si sente il gusto non proprio gradevole del fungo ma si tampona lo stomaco con la pizza, quindi l’effetto diminuisce), fungo sbriciolato nel miele (poco zucchero da ingerire, ma si perde un po di fungo, ed io non vado particolarmente matto per le cosi stucchevolmente dolci, inoltre e’ difficile da dosare, perche poi non si puo piu pesare), si potrebbe, qualcuno lo fa, anche fumarlo, ma credo che gran parte della psilocibina andrebbe persa in questo modo, provero’, dato che ho del rimasuglio al momento. Chiusa la parentesi sulle varie modalita’ di ingestione, io ho sempre assunto e fatto assumere, svuotando la cartina di funghi in bocca e bevendoci sopra l’acqua per ingerire. Cinque grammi che e’ quello che abbiamo preso l’ultima volta, si prendono in circa tre boccate e si sente abbastanza poco il gusto. Il tutto a stomaco vuoto, quindi la mattina niente colazione, e niente pranzo. Anche qui vi rimando a piu dettagliata documentazione sulla ingestione.

Posto bello : Siamo andati un un posto bello, perche il contatto con la natura, il sole, l'aria aperta minimizzano gli effetti collaterali di un viaggio molto mentale, ed e' noto che la mente puo prendere brutte pieghe se overcloccata e stimolata in maniera non controllabile da stimoli non gradevoli. Io personalmente soffro di una leggera e molto controllabile claustrofobia, ed in situazioni di droga psichedelica dove perdo parecchio il contatto con la realta’ divento paranoico nell’interagire con le altre persone quindi esigo un posto deserto. Devo dire che se c’e’ talmente tanta gente da annullare l’interazione il viaggio e’ anche molto interessante, dato che si percepisce molto di cio che ci circonda e dei comportamenti altrui. Dico questo perche il farmi un funghetto potentissimo dentro al MelkWeg mi ha fatto fare un viaggio eccezionale, comprensivo di essere stato negli anni sessanta, aver visto dei nani che mi si sedevano alle spalle, aver visto la musica, il signor Spock di Startrek in persona ed aver capito parecchie cose che non posso raccontare perche non sono in grado. Molte di queste cose mi si sono presentate piu chiare (vuoi per l’esperienza, vuoi per la maggior comunicabilita’ con il compagno di viaggio) questa ultima volta e di questo cerchero di parlare, sopratutto per me, che dopo un po vengo risucchiato dalla vita normale ma anche perche qualcosa del genere avevo promesso.


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Per inciso: un viaggio da funghetto si articola in diverse parti; direi tre.

La prima, piu o meno forti allucinazioni visive, che si manifesta con la comparsa di allucinazioni visive che mi prendo la liberta’ di scomporre in tre effetti di base:

Un Effetto Grigliato ™ che viene applicato a tutto cio che si vede, e si nota meglio sulle cose di colore uniforme (cielo, corteccia degli alberi, prati, muri ecc…) : il cielo appare come composto da diversi strati che si sovrappongono, se ne percepisce la profondita’ come delle altre cose che si guardano.e’ come se tutto fosse composto da materiale a nido d’ape. Alcune varieta’ di funghi (lo Psilocybe di questo batch , che e’ uno Psilocybe cubensis, detto Psilocybe Messicano non si e’ rivelato molti visivo) hanno proprieta’ visivo/allucinatorie piu potenti che portano alla comparsa di questo effetto grigliato su piu posti. Mi e’ capitato di vedere l’ asfalto grigio scuro di una strada ricoprirsi di questo pattern molto simile alle decorazioni che si trovano nell’arte precolombiana, geometrico come un calendario maya. ( effetto grigliato e’ un nome dato da IL CAPO guardando il cielo e cercando di spiegare cosa vedeva)

Un Effetto Liquame ™ che viene applicato anche questo a cio che si vede ma indifferentemente se e’ di un colore uniforme o meno. Le cose si muovono, come se fossero composte di un liquido viscoso. Avete presente nel tunnel degli orrori quando ad un certo punto camminate sui materassi ? E quando pochi passi dopo camminate su striscie di pavimento che si muovono alternativamente una in una direzione ed una in quella opposta e cosi per un paio di metri ? Avete presente il mare molto calmo quando sembra olio e le onde arrivano lunghissime, calmissime e senza cresta ? un po come una pancia che respira. Mettete tutti e tre questi effetti insieme e figurateveli su un prato. Pare che respiri, pare che si muova, pare che si accucci su se stesso. Guardare una montagna verde da lontano in questo modo fa sembrare che la montagna respiri. ( effetto liquame e’ un felice modo di dire detto dal Guiseppe in questo ultimo viaggio )

Un colore cangiante delle cose. Avete presente la brace ? Quando e’ tutta rossa pero’ quando se ne va la fiamma diventa di un rosso diverso ? Questo e’ quello che puo succedere a qualunque cosa. Ovviamente I colori sono gli stessi originali, ma sono vivacissimi. Il verde diventa verdissimo, il marrone sfocia facilmente in violetto, come anche il bianco, un raggio di sole diventa uno squarcio dorato degno del Signore degli Anelli e cosi via. Un effetto di questo genere in discoteca puo lasciare a bocca aperta per ore. Insisto che pero’ il fungo non e’ una droga da spasso, ma da conoscenza. Per la discoteca meglio altre droghe, oltretutto con un fungo in discoteca ve ne restate a guardare le luci tutto il tempo.

Questi effetti si presentano tutti e tre insieme nella primi 30-90 minuti del viaggio. L’essere tutti e tre insieme crea visioni molto strane ed estrememente interessanti e piacevoli. Essendo tutti e tre insieme questi effetti non sono affatto sicuro ovviamente che si possano discernere come ho fatto io. A chi non sa di cosa sto parlando credo in ogni caso di avere dato una buona idea. L’essere tutti e tre insieme, ancora da luogo ovviamente a cose strane, come il vedere le persone leggermente diverse da come appaiono. Questo in congiunzione con la seconda fase puo dare luogo ad alcune visioni piu complesse, che cerchero’ di spiegare.

La Seconda fase, e’ quella che inizia al momento in cui le allucinazioni visive diventano piu blande, vuoi perche lo diventano effettivamente, vuoi perche uno ci si abitua. Le allucinazioni visive nella seconda fase del viaggio lasciano luogo, visivamente, ad un alone che circonda gli ogetti e le cose, quindi magari non si ha la percezione esatta della allucinazione, ma il vedere un albero, o una chiesa o una persona viene inquadrato in un quadro visivo che la circonda di un alone di luce surreale, un cespuglio si presenta come tuttora molto vivido come colori ma lascia percepire che ha un suo perche, si percepiscono entrate, ambienti come se fossero una illustrazione di una cartolina sfumata. In tutto questo si fa strada la piu interessante delle allucinazioni, quella mentale, che parte dalla coda di quella visiva, avvolge ogni oggetto con una aureola, e poi sfocia nel pensiero puro, in cui tutto e’ chiaro e si percepiscono le cose da una realta’ molto distaccata anche se molto cosciente. Tutte le percezioni che si hanno in quel momento fanno sembrare fugace e di poco interesse la vita che si vive, perche si percepisce, ancora una volta, tutto come se lo si vedesse da fuori, come se fosse un film, come se si puo percepire qualcuno che gioca a monopoli ed in quel momento sta vivendo quello. Si puo arrivare a ridimensionare la vita al livello di un gioco e capire molte cose su di questo. Si fanno metafore sconnesse che pero risultano al momento chiarissime e credibili. Per questo preferisco parlare con qualcuno sotto funghi anche lui in questa fase. Questo processo e’ estremamente mind-driven ed i pensieri partono in tutte le direzioni. Un bellissimo modello di questo mi e’ stato spiegato dal Guiseppe parlando della felce. Dal ramo principale, centrale della felce si dipartono rametti piu piccoli ed ognuno e’ ricorsivo rispetto agli altri, ma tutti diventano sempre piu piccoli per morire come le innumerevoli ramificazioni del proprio pensiero. Quindi in pratica non si arriva ad una conclusione di alcunche, a meno di non cercare di concentrarsi a seguire una sola ramificazione, ma questo e’ difficilissimo perche si e’ costantemente distolti da qualsiasi cosa, come dalle proprie mani dal proprio respiro, da un pensiero che parte incontrollato, ma in quel momento non importa perche tutto e’ chiaro. Il problema e’ formulare un pensiero articolato ed organico da riportare indietro. Questo ancora non mi e’ riuscito. Questa fase puo durare anche quattro ore.

La terza ed ultima fase e’ il chill-out come per tutte le droghe. Rilassatezza, si riacquistano sensazioni terrene, durante le prime due fasi molto volentieri non ci si cura di fame, sete, freddo, caldo, pipi’, stanchezza. Puo capitare che si abbia voglia che il tutto finisca, si puo avere voglia di ritornare alla situazione normale, che il viaggio ti molli. In genere questo e’ un rilassante e graduale tornare indietro che si fa chiacchierando, mangiando se si ha qualcosa a portata di mano, e piano piano riprendendo confidenza con i mezzi di questo mondo. L’autoradio, la macchina, riaccendere il telefono cellulare. Occorre fare la massima cautela nel capire se si e’ davvero in grado di interagire con questo oggetti, guidare durante la seconda fase intanto porterebbe sicuramente ad un incidente, e molto probabilmente si scenderebbe dalla macchina e si guarderebbe il tutto con estremo interesse trovandola una irrilevante e gradevole esperienza senza rendersi conto. In questa ultima fase che puo durare anche delle ore, si puo iniziare quindi ad interagire con il mondo normale, anche se si possono avere richiami e blast delle fasi precedenti. Mi e’ per esempio capitato una volta che dopo sette ore su un muro vedevo striscie di luce colorate. Una persona esterna puo aiutare in questa fase, nel senso che potrebbe guidare ma sarebbe di disturbo durante le altre due, ma questo e’ molto personale a me personalmente non disturba una persona conosciuta e discreta nei paraggi, anche se probabilmente a livello subconscio ne percepisco la presenza.


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Quello che segue e' una mia esperienza, fatta per mia volonta e non spinto da nessuno, ed in perfetta conoscenza di quello che stavo per fare con tutte le complicazioni che potevano derivarne.Quello che segue rappresenta esclusivamente cio che mi ricordo essermi passato per la mente, e non per forza vuole essere aderente alla realta o al mio normale pensiero, le mie sensazioni nei confronti degli altri e di me stesso sono da considerarsi come tali e non come verita' ogettive. Il Seguito non sia di istigazione ne di invito a provare, cosa che peraltro sconsiglio ai piu. Io sono grande e so quello che faccio e non rispondo di altri sennon me stesso.


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Finiamo qui premessa, incisi e disclaimer vari :

Siamo io ed El Guiseppe, doveva venire anche un altro amico ma poi ha dato forfait. Dunque siamo due. La decisione di psicoweekend e’ presa in fretta e furia venerdi. Nessuno ha da fare e si puo fare, il terzo elemento pacchera’ in serata di venerdi. L’ultimo psicoweekend non mi aveva dato granche, decido quindi di rincarare la dose, e preparo due per cinque grammi. Dose decisamente abbondante, sconsigliata ai piu da tutte le references trovabili in giro, ma fra il fatto che siamo viaggiatori ormai esperti, io al mio ottavo viaggio ed El Guiseppe al suo terzo (o quarto, ma tutti molto intensi e ben gestiti nella direzione giusta) ,ed il fatto che questo batch lo abbiamo gia provato e sappiamo come si comporta io propongo e ricevo subito l’ok per la generosa dose. Non prendiamo MAO Inibitori, perche non sono ancora riuscito a procurarmene (I MAO-Inibitori hanno l’effetto di aumentare le percezioni visive in parole povere). Il trip previsto e’ heavy secondo una classificazione che a me personalmente sta stretta, come tute le classificazioni. Formazione cinque-cinque e via.

Il posto non lo conosciamo ma individuiamo quello che fa per noi in un angolino con radura, ruscello ed entrata nel sottobosco, su un passo fra due montagne che si affacciano sul lago maggiore. In mezzo alla radura, al sole mangiamo i funghi. Prendere la cartina, aprirla, svuotarne un terzo in bocca, berci un sorso d’acqua, sciacquare inghiottire, svuotare il secondo terzo, quindi il terzo terzo. E’ la prima volta che ne prendo cosi tanti ma sono molto leggeri, quindi hanno un volume specifico molto alto. Guiseppe mi segue a ruota, sono le 14.15, ci vuole in genere una mezz’oretta per far si che il fungo abbia effetto. Piu o meno lo stesso tempo di qualsiasi cosa si mangi, ci vuole il tempo di metabolizzare. Lo stomaco vuoto aiuta.

Ci avviamo verso il ruscello e lo guadiamo, trovandoci in un accogliente sottobosco riparato dal sole e da tutto. Ci sediamo su due pietre e facciamo finta di niente chiacchierando del piu e del meno e volutamente evitando l’argomento fungo; a me questa e’ una fase che mette una grande ansia e cerco di stare il piu tranquillo possibile, anche se impaziente tengo d’occhio l’orologio. Continuero’ a farlo per tutto il tempo ma fra una mezz’ora il tempo perdera di importanza.

La prima sensazione e’ di crescente ansia ancora una volta, sensazione che stia per succedere qualcosa. Non so se qualcuno di voi ha mai mangiato una droga, maria, biscotti o torta di fumo, pastiglie. C’e’ quella situazione di circospezione per un poco, quando si sa che l’ingestione e’ stata fatta e qualcosa arrivera’. Almeno a me viene una adrenalina che probabilmente non e’ dovuta alla droga. Poi riconosco i primi sintomi. Pesantezza delle estremita’ che tuttavia rispondono benissimo. El Guiseppe mi dice che riconosce un tremore delle mani, si vede che e’ l’inizio. Ottimo, l’attesa e’ finita dopo soli quindici minuti.

Sono le 14.30 e sara’ l’ultima volta che avra’ senso per me parlare di che ore sono, anche se il mio feroce approccio sperimentale ed analitico mi porta a guardare l’orologio in continuazione.Inizio a sbadigliare, non per sonno, non so perche, e’ un’altro effetto che mi fa. Per niente annoiato e per niente assonnato dico al Guiseppe che preferisco farmi l’inizio da solo e mi allontano. In realta’ non credo di aver detto piu che un io vado di la’ senza curarmi della sua reazione. Mi rendo conto di essere molto egoista in questo, ma decido di non farmi problemi fra un po avro altro a cui pensare. E’ bello stare in compagnia durante il fungo, ma e’ bello anche stare da soli. E’ bello stare in compagnia, parlando, perche cosi due pensieri che viaggiano nella stessa direzioni sono piu potenti di uno, che parte per la tangente da solo. Ma questa e’ la seconda parte del viaggio. Per la prima questa volta ho deciso non so nemmeno io perche di farla da solo.

Inizio ad allontanarmi, a piccoli passi verso quello che mi sembra essere un sentiero. Non capisco esattamente se e’ un sentiero o no, ma mi sento attratto. Effettivamente pero’ e per fortuna e’ un sentiero. La sensazione aumenta, non sento le estremita’ e mi sento come dentro una bolla di sapone, sono in un mondo a cui ancora non appartengo, ma ci so entrando. Sempre a piccoli passi, senza guardare indietro il mio compagno di viaggio del quale non mi curo, ma guardando tutto quello che mi circonda con attenzione e nutrito interesse mi addentro. Qui gia ho perso la cognizione dello spazio, il mio dire addentrarmi non credo sia stato allontanarmi piu di venti o trenta metri, ma quel tanto che basta per perdersi di vista e farmi credere chissa dove. Ancora mi rendo conto delle mie sensazioni corporee e decido di fare la pipi’. E’ marrone. Come coca cola, ma non me ne preoccupo, e’ segno che stanno per arrivare piu forti le allucinazioni.

Continuo a camminare a passetti, non perche non riesca a deambulare, ma perche mi sento di fare cosi osservando diverse cose che mi circondano e mi sono inusuali, non mi capita spesso di stare in un sottobosco. Quindi fisso ogni radice, albero, raggio di sole, pietra, dirupo, salita, frasca. Questo allontanarmi mi fa come entrare in una dimensione nuova, mi sento come dentro ad un bosco, ma percepisco di farne parte, non come un albero ma con la stessa intensita’ di chesso’ un abitante come tanti se ne vedono nei libri fantasy. L’ambiente mi fa sentire molto in una ambientazione fantasy. Nel mio lento incedere ho dimenticato El Guiseppe completamente e passetto dopo passetto arrivo a capire cosa sto cercando. Sto cercando un posto bello, che mi immagino non so nemmeno io come, probabilmente ho un minimo di claustrofobia latente che mi spinge a cercare un posto aperto e luminoso, come la radura iniziale, ma che per me e’ troppo lontana con tanto di fiume da attraversare, ed in piu mi sento attratto dal bosco.

Spesso mi fermo in prossimita’ di un ostacolo e l’ostacolo mi sembra insormontabile, ragiono analiticamente e capisco che per seguire il sentiero devo fare un grande sforzo di equilibrio e velocita’. Il pensiero mi si avvolge intorno alla testa eppure realizzo che anche i passaggi che reputo piu difficili sono facilissimamente sormontabili e che i problemi di passaggio sono tutta una hype dentro la mia testa. Qualunque sia il passaggio e’ superabile dicendo a me stesso : dove sta il problema, di cosa si tratta, di fare due passi ? faccio due passi ed il problema e’ andato. Ad un certo punto arrivo ad un posto, alla fine di un selciato sul sentierino e vedo quello che prende la forma di una entrata. Il sentiero infatti va in mezzo a due cespugli molto bassi e moltissimo verdi ed al di la di questi il cammino si fa piu scuro (direi adesso, semplicemente meno luminoso).

Questo da a me la percezione di una entrata verso qualcosa e non so se oltrepassarla o no. Mi avvicino. Poi torno qualche passo indietro. La guardo. La guardo ancora. Guardo indietro. Cerco di ridimensionare il tutto , ma il mo cervello e’ andato portando me dietro in una altra dimensione, sarebbe un grande sforzo cercare di ridimensionare tutto a semplicemente un sentiero con casualmente due cespugli da una parte e dall’altra allora resto distratto da mille altre cose mentre non so se entrarci o non entrarci. Perche di entrare si tratta per me in quel momento. Fra queste cose che mi distraggono e dalle quali volentieri mi lascio distrarre, il selciato, uno strapiombo di pietre sul ciglio del quale io sono, un piccolo tunnel dal quale sono provenuto, probabilmente in quel momento lo vedevo come un tunnel e ancora piu probabilmente erano solo della piante un po piegate sopra il sentiero ma per me in quel momento era un passaggio attraverso la vegetazione, ampio quel tanto che basta per far passare una persona di corporatura media come io sono. Guardo da una parte e dall’altra, avanti ed indietro, sopra e sotto a valle ed a monte e dappertutto ci sono cose interessanti da guardare, che catturano la mia attenzione. Mi siedo. All’indiana ed in mezzo al sentiero per non so quale ragionevole conclusione con lo sguardo a valle. Ed ancora guardo a sinistra dove dovrei entrare, I cespugli sempre piu verdi come l’entrata dorata verso una parte piu cupa. Il rassicurante sottobosco verdissimo e lussureggiante dal quale provengo. I colori sono vivissimi, le pietre bianche sono bianchissime, il muschio e’ verdissimo, le foglie per terra sono marroni brillante, la corteccia degli alberi e’ di un profondo marrone color cuoio, in alcuni casi brillante; le asperita’ delle corteccie sono disegni geometrici.

Cerco l’effetto grigliato per rendermi conto di a che punto sono con le allucinazioni, anche se direi che ci sono un bel pezzo dentro. Guardo la montagna di fronte, ma ne vedo solo uno scorcio e respira, si ma solo un po. E’ tanto che non vedo delle belle allucinazioni e mi piacerebbe divertirmi un po con delle belle. Mi volto a destra verso il passaggio dal quale sono venuto e guardo l’erbetta bassa mista a muschio che c’e’ per terra. Molto brillante e qualche ciclamino rosa e’ incredibilmente vivace, come uno squarcio di rosa in mezzo a tanto verde. Lo fisso, fisso per terra. Si muove e si muove anche distintamente, come se ondeggiasse di una spanna buona in orizzontale e respira come l’acqua, il verde assume degli squarci di verde piu o meno chiaro, ma sempre vivacissimo, e’ la prima volta che vedo la terra respirare cosi distintamente e cosi vicino a me, e mi piace, resto a guardarla, il problema di entrare o non entrare e’ lontano anni luce, sono completamente distolto da questo movimento che vedo anche esserci sulle pietre bianche vicino a me. E’ come se le pietre fossero un tutt’uno l’una con’altra, e questo tutt’uno fosse spaccato e respirasse distintamente, come una pancia fatta di materiale pietroso sono convinto che se le toccassi sarebbero morbide, ma non le tocco, le guardo, ed assumono un colore cangiante, come se il sole ci passasse a tratti, ma assumono dapprima il loro colore originale, bianco, poi grigio che sfocia in violetto poi fucsia vivissimo. Questo e’ controllabile, posso farlo sparire se voglio ma non voglio, continuo a guardare.

Non so quanto resto cosi ma vengo distolto ancora una volta da un rumore come di frasche, ma non mi preoccupo siamo in un bosco, pero’ distolgo lo sguardo dalle pietre e fisso il vuoto, la mia mente parte in miliardi di diramazioni, vengono fuori diverse delle mie microfobie alcune delle quali lascio partire e morire altre delle quali ricaccio, penso a mille cose ed a nulla ed a troppo, percepisco troppe sensazione e questa situazione sta prendendo il sopravvento su di me non penso al fatto che potrei semplicemente fissare lo sguardo su qualcosa e tutto passerebbe, lascio che tutto vada cosi, non e’ bello, non e’ brutto, e’ e basta. E’ come lasciare un cane che vive in appartamento libero su un prato sconfinato, il mio cervello in quel momento non aveva guinzaglio e scorazzava alla velocita’ della luce sul campo multicolore che avevo intorno. Lavoro, amici, vacanze,fidanzate, fobie, conoscenti,luoghi, una girandola multicolore di tutto quello che ho per la testa partiva verso ogni direzione come la cristallizazione di un fiocco di neve o una foglia di felce, incontrollabile. Da questo mi distoglie un ulteriore suono, piu forte e distinto, non so quanto fosse passato dalla prima volta che l’ho sentito, forse minuti, forse secondi, non importa per me. El Guiseppe si avvicina dal sentiero anche lui.

Forse per non voler restare da solo forse preoccupato, forse attratto anche lui da qualcosa, forse per qualsiasi cosa, ma sicuramente non mi importa il motivo. Tutti i miei pensieri precedenti spariscono e mi fisso su di lui, lo guardo con interesse. Non e’ bello che lui sia arrivato. Non e’ brutto che lui sia arrivato. Lui e’ arrivato ed io non ho alcun giudizio per questo. Prima lui non c’era adesso lui c’e’. Prima c’era una situazione, adesso ce ne’e’ un’altra. Non cambia, non saprei dire se mi fa piacere o no che lui sia arrivato. Gli dico sei arrivato passando per un posto incredibile gli dico perche e’ arrivato dal passaggio e dal selciato dove distintamente erba muschio e pietre si muovevano. Ci diciamo qualcosa di circostanza, gli spiego perche sono fermo li, gli faccio vedere l’ingresso gli dico qualcosa di quel posto che ormai avevo fatto mio. La spirale di pensieri che avevo fino a pochi secondi prima e’ scoppiata come una bolla di sapone e questo mi fa piacere, perche se fosse aumentata di tanto avrei potuto fissarmi su un brutto viaggio senza reagire. Dopo un po mi chiede se poteva sedersi li anche lui o se disturbava a stare li. Il bello di stare con qualcuno affiatato e’ che capisci il viaggio dell’altro e lo rispetti, certe volte capisci che uno e’ preso e non vuoi distoglierlo o modificare in alcun modo il corso dei suoi pensieri.

Gli dico PREGO! Come fossimo nel mio soggiorno in una situazione ufficiale e lui si siede anche lui come me all’indiana ad un metro circa alla mia sinistra. Parlottiamo di cose senza interesse e di cui non ricordo granche. Ci godiamo un po il cinema delle allucinazioni. El Guiseppe a differenza di me lo vedo concentrato sulle cose miroscopiche mentre io non percepisco queste piccole cose. Lo vedo parlare ad insetti ed alberi io non riesco a fare questo. Questo non mi disturba. Ma ogni tanto spezza la sinergia ed io divento alle volte arrogante quando lui si sofferma su dettagli che per me non sono di grande interesse, perche secondo me perde cose che io vedo. D'altra parte mi si potrebbe dire lo stesso.D’altra parte sbaglio nel cercare di fargli percepire cose che io percepisco perche fa parte esattamente del voler guidare il viaggio altrui e mi riconcentro sul mio di ambiente. Diciamo ancora che io non so se entrare o meno e mi alzo e lui si alza anche e cammino avanti ed indietro affacciandomi all’entrata. Allora decido bruscamente di tornare indietro, e proprio quando ho preso questa decisione mi giro dicendo macheccazzo io entro li dentro e vedo che cosa c’e’.

Tutto questo si svolge in una dimensione di 2mx50cmx10minuti all’incirca nel mondo reale, del resto tutte queste dimensioni per me non esistono e non hanno importanza. Entro quindi mentre lo vedo affascinato da qualcosa, come me qualche tempo prima. macheccazzo quindi, io entro e sorpasso sta soglia fatta dai cespugli cosi verdi. Ovviamente dentro non c’era niente era solo una logica prosecuzione del sentiero, anche se alla mia destra c’e’ un interessantissimo e bizzarro albero con la forma di un cavatappi ad altezza spalla mia. Lo guardo non lo trovo interessantissimo, ma solo bizzarro. Immagino che il mio socio potrebbe trovarlo bellissimo ed interessantissimo ed impiegherebbe diverso tempo a guardarlo , a parlarci ed a toccarlo. Sono tentato di dirgli di venire ma non glie lo dico, non voglio forzarlo se non decide da solo di seguirmi.

Faccio un po di strada, sorprendentemente spedito, dicendo a me stesso che non ci voleva assolutamente niente ad entrare , sorpassare quella entrata era solo un problema mio mentale e potevo farcela benissimo. Applico subito questo ad una altra dimensione, alla dimensione della mia vita e dico ma sono tutti questi i problemi che io mi pongo ? Anche li mi faccio fregare da mille stupidaggini logistiche che mi impediscono di fare cio che voglio ? La risposta e’ un brillante, si, sono io che mi faccio i problemi e mi sento un superman ad aver capito questa lezione mentre vado spedito contento della mia conquista e della lezione imparata. Attenzione che tutto questo per me e’ molto reale in quel momento, ho nettamente la percezione che questa analogia sia esattamente la mia vita, sto vivendo una metafora. E vado avanti. E mi ritorna in mente che non so dove sto andando che supero brillantemente i problemi ma non so dove sto andando ed allora mi chiedo dove diavolo mai stia andando cosi spedito e contento di aver superato i problemi, i problemi che mi separano da che cosa ? Un posto soleggiato, il mio primo desiderio ? No perche se dovessi raggiungere un posto soleggiato mi rendo conto non saprei che farmene di questo posto. Allora la mia camminata si fa meno sicura, mi fermo. Guardo indietro, e penso se devo tornare indietro ammettendo che non so dove andare. per inciso io sono molto ambizioso nella vita, specialmente in quella professionale e mi sono posto obbiettivi che quasi sempre sono riuscito a superare, non perche sia arrivato da nessuna parte ma la maggioranza di questa ambizione mi sta svanendo in questo periodo della mia vita ed io non so dove sto puntando, inoltre godo di diversa autostima , il che mi porta a dimostrare agli altri che io posso fare, ma in questa situazione mi sono reso conto che io si, posso fare, ma il dare prove a me stesso di quello che posso fare non mi porta da nessuna parte se non ho un obbiettivo. Ed io in quel momento non avevo un obbiettivo sennon fittizio, come nella vita reale stanno vacillando i miei obbiettivi.

Vivere una metafora e’ una cosa che insegna parecchio. Non e’ bello e non e' brutto. Ma questo non voleva essere un viaggio nel paese dei balocchi, ero preparato ad un viaggio dentro me stesso ed ho capito qualcosa. Ho capito qualcosa non direi di positivo, ma considero positivo il diventare cosciente di una situazione negativa. Mi considero fortunato ad aver fatto questa esperienza. Un altro inciso, questa e’ la seconda parte del viaggio che inizia a venire fuori, pur avendo ancora distinte allucinazioni. Torno indietro meditabondo ma sempre spedito il mio orgoglio impediva al mio body language di dimostrare sconfitta. Mi viene chiesto come fosse stato entrare li dentro , quando io gli passo dietro (la dimensione dei 50cm), dicendo ho capito diverse cose, e non tutte sono belle. AH! E’ la risposta, allora gli spiego per sommi capi che ritengo positivo il prendere coscienza di una situazione ma magari mi aspettavo qualche illuminazione, dato che durante la realizzazione mi sono chiesto allora io cosa voglio? . Di questo si iniziera a discuteremo dopo, ma questa e’ una traccia molto forte rimasta dentro di me.

Mi chiede come fosse stato li dentro e gli dico che dovrebbe darci un’occhiata secondo me. Allora si affaccia e vede il suo albero, restandone affascinato. Mi avvicino, lui mi spiega il fascino dell’albero, e dell’effetto liquame che gronda dalla corteccia. Lo vedo, ma non lo trovo interessante, e’ una semplice allucinazione che a questo punto del viaggio non mi interessa piu. Mi spiega come abbia parlato con l’albero vicino, e che l’albero vicino puo essere toccato, mentre l’albero a cavatappi ancora no. Mi spiega anche che certe persone come lui possono capire gli alberi ed altre no. Timidamente tocco il primo albero, poi dico che si, capisco che ci sono le persone che riescono a comunicare con gli alberi e persone che non capiscono questo e toccano gli alberi quanto gli pare e piace, e cosi dicendo appoggio una mano sull’albero, in pieno effetto liquame. Ho l'impressione di avergli fatto un torto toccando quell'albero, invece poi, dopo un attimo, dice che si, esattamente le persone come me non capiscono questo, ma io non posso capirlo.

In questo frangente mi sento toccare su una spalla ed e’ l’albero alle mie spalle che mi ha toccato con il dito come per attirare la mia attenzione. Il dito e’ un sottilissimo ramo che ha attirato la mia attenzione e fattomi voltare verso uno dei piu incredibili composizioni lignee mai viste, era come se fosse stata preparata da qualcuno. E terminava rivolta verso di me e con un dito che mi ha toccato la spalla. Ho le idee molto confuse sui pochi momenti successivi, ricordo che di comune accordo abbiamo deciso di intraprendere la via del ritorno, volevamo tornare verso l’acqua.

Non capivo se volessimo tornare verso l’acqua da bere, che avevamo al ‘campo base’ o verso l’ansa che il ruscello faceva vicino al ‘campo base’ , ad ogni modo non mi sono posto il problema dato che in ogni caso si andava verso lo stesso posto. Personalmente non volevo ne bere, ne sentivo il bisogno dell’acqua, ma mi andava di fare qualcosa in compagnia. Sulla via del ritorno abbiamo incontrato gradevolissime visioni di alberi e quadretti con aureola che difficilmente dimentichero’ ma che e’ impossibile descrivere.Guardavo attorno e tutto e me stesso. Mi sono guardato le mani, distintamente rosa.Sono risalito verso gli avanbracci bruno pallido e sono diventati trasparenti. Vedevo distintamente le vene sotto la pelle e tutto sotto la pelle un fluire variopinto.Ho controllato anche l'altro braccio, ed era lo stesso. Mi sono tolto la maglietta ed ho guardato la pancia e non aveva nulla di strano.Con apprensione ho fatto risalire lo sguardo verso la spalla destra dove ho tatuata una grossa carpa colorata, non sapendo cosa aspettarmi, ed era li che mi guardava sorniona come sempre, niente di strano nemmeno li. Mi sono rimesso la maglietta ed ho proseguito.

Il mio compagno di viaggio ha seguito un cammino mentale probabilmente diverso dal mio, io sono arrivato un po prima. Decido anche se non ne avevo nessuna voglia ne bisogno di bere un sorso d’acqua, solo per vedere che effetto mi facesse il sentire qualcosa di freddo che mi colava giu nella gola. Avvicinando pero la bottiglia alla bocca ho sentito l’odore di funghi che evidentemente erano rimasti dentro l’acqua in minima parte e non ho voluto bere. Camminavo avanti ed indietro in uno spazio di due passi senza sapere cosa volevo e dove volevo andare, e ripetevo a me stesso ad alta voce, non so cosa voglio cazzo, cosa voglio ? Lui arriva poco dopo e tutti e due fissiamo la corteccia dell’albero vicino a noi che presenta un gradevole intrattenimento ottico. Stiamo per entrare appieno nella seconda fase, che a me si e’ gia abbondantemente annunciata e le allucinazioni ottiche mi hanno gia un po stufato.

Abbozziamo entrambi il desiderio di fare una discussione filosofica ma io non so da che parte iniziare visto che tutto si delinea nella mia mente ma non riesco a tirarlo fuori. Ad un certo punto iniziamo ad abbozzare il concetto secondo il quale noi viviamo due vite, una in quel sottobosco ed una nella vita normale che e’ quella che sto facendo adesso, scrivendo queste righe. Ufficio, lavoro, macchina, spesa, pulire la casa vivo nella localita’ X eccetera. Ed un’altra quella in cui , liberi da ogni peso terrestre si puo filosofare sul perche della vita. La vera discussione inizia al momento in cui io mi sono assicurato di dare per scontato il concetto di universi paralleli.Si inizia a delineare una visione chiarissima di come si vive laffuori, di come noi in realta’ siamo li, in macchina ad aspettare i nostri alterego che ritornino dall’ essersi mangiati un funghetto . mentre noi in realta’ abbiamo capito tutto, come il tutto faccia parte di un disegno superiore e come tutto sia incanalato in infinite regole che noi possiamo anche conoscere ma non potremmo mai spezzare.

Questa discussione doveva essere stata registrata, ma non e’ stato fatto ed io non ricordo un filo logico della stessa, e’ stato sicuramente il momento piu alto di tutto il viaggio. Sono state dati per scontati alcuni dei piu grandi interrogativi della vita, io avevo una visione distaccata della vita stessa, di come fosse scontata e comandata da regole, ho visto le religioni come formalizzate e date per scontate in quanto semplice bisogno dell’essere umano di credere in qualcosa che io nel mio stato di coscienza illuminata capivo benissimo pur non riuscendo a spiegare, ho dato per scontati sistemi di economia, societa’ e di poteri che mandano avanti le societa’ da millenni. Mi sentivo ad un livello di conoscenza superiore dove tutto era chiaro e distinto anche nelle forme, ed avevo un altrettanto illuminato interlocutore. Io riuscivo a figurarmi questo gioco della vita in cui erano addirittura contemplati al suo interno altri giochi come il gioco di quelli che si mangiano i funghi e credono di capire tutto.

Ci siamo trovati daccordo su diversi punti, compresa l'impossibilita' di portarce dall’altra parte , quando saremmo tornati a fare parte di Quei Bastardi ™ nessuna di queste verita’ perche in prima istanza non saremmo riusciti a spiegarle nemmeno a noi stessi con la stessa dovizia di dettagli e con la stessa chiarezza e non avremmo potuto dar per scontate tutta una serie di cose che invece in quel momento lo erano. Alcune delle affermazioni che ricordo erano che noi quando siamo di la’ prescindiamo da diverse cose , ricordo distintamente questa mia affermazione che al momento grondava di significato, ma in questo momento, mentre scrivo non ne ha granche’. Ricordo anche di avere scoperto come nel gioco della vita normale si e' distolti dal raggiungere qualsiasi verita’ sul perche di tutto questo. Sul momento eravamo distolti da qualunque cosa, da una mano da un pensiero, dall’acqua, da tutto, ed era quel qualcuno o qualcosa che cercava di distoglierci. Ho capito la difficolta del concentrarsi verso la verita’ essendo distolti da qualunque cosa.

Me ne rammarico, ma non riesco ad essere piu dettagliato di cosi, potrei aggiungerci dei dettagli ma quello che sto scrivendo non ha un senso compiuto nemmeno per me adesso. Non so quale sara’ il prossimo passo, ma una delle conclusioni a cui siamo arrivati e’ che secondo me c’e’ la possibilita’ di capire qualcosa in piu, mentre secondo il mio interlocutore, non ci e’ dato capire oltre un certo limite, o questo comporta un tale sacrificio che non ne vale la pena, tanto vale godersi quello che c’e’ e subito. Verso le sei e mezza siamo in macchina per tornare giu, rientrando nella schiera di Quei Bastardi™





i links che seguono sono tutti in inglese anche se si puo trovare qualche sporadica traduzione in italiano.

Bibliografia:

The Psilocybe Mushroom FAQ

Mushroom Basics

Erowid Sacred Mushrooms Vault (contiene molte delle informazioni presenti in questo documento)

Exp Year: 1999ExpID: 2805
Gender: Male 
Age at time of experience: Not Given 
Published: Aug 18, 2000Views: 18,841
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Mushrooms - P. cubensis (66) : Unknown Context (20), Retrospective / Summary (11)

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